Vaccino MPR e autismo: il dibattito sulla relazione

Pubblicato nel 1998 dalla rivista Lancet, uno studio firmato dal medico britannico Andrew Wakefield riportava 11 casi di bambini che avevano contratto una sindrome che causava autismo e infiammazioni al tratto digerente dopo l’iniezione di un vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. Alla pubblicazione di questo studio hanno fatto seguito diverse cause contro l’azienda produttrice del vaccino, in cui lo stesso Wakefield è stato sentito come perito di parte.

A distanza di oltre 12 anni da allora c’è però chi mette in discussione la validità di quella ricerca.
Pochi giorni fa, infatti, un’indagine pubblicata dal British Medical Journal e condotta dal giornalista britannico Brian Deer conclude che il principale studio che ha collegato le vaccinazioni all’autismo si basava su dati falsi e quindi, come si legge nell’editoriale che accompagna la ricerca  altro non era che una “frode deliberata”.

In particolare, dall’indagine di Deer sarebbe emerso che in 5 degli 11 casi riportati nello studio del 1998 i sintomi dell’autismo erano stati trovati prima della vaccinazione. Inoltre, in quasi tutte le cartelle cliniche dei bambini sarebbero state trovate delle discordanze tra quanto riferito dai genitori ai medici e le trascrizioni dello studio originale.

Intervistato dalla CNN in merito alla vicenda, Andrew Wakefiled ha risposto alle accuse dichiarando che il suo lavoro “è stato gravemente distorto” nello “spietato e pragmatico tentativo di schiacciare ogni intento di investigare sui problemi di sicurezza del vaccino”. Dietro l’indagine di Brian Deer, “un assassino incaricato di eliminarmi”, si celano secondo Wakefield gli interessi delle case farmaceutiche.

In realtà non è questa la prima volta che l’indagine di Wakefield viene definita inattendibile. Già nel febbraio scorso, infatti, Lancet pubblicava un comunicato in cui ritrattava lo studio diffuso dalla stessa rivista 12 anni prima.

Cosa si nascondeva dietro la ritrattazione del Lancet dello studio che attribuiva al vaccino MPR (contro morbillo, parotite e rosolia) il danno autistico? Se lo è domandato l’esperto in tema di vaccinazioni pediatriche Roberto Gava, specialista in farmacologia e tossicologia, in un articolo che abbiamo pubblicato l’8 febbraio 2010 consultabile a questo link.

“Perché queste critiche sono giunte ora dopo 12 anni? Verrebbe da pensare che si volesse ridare credito ai vaccini che in questi giorni, a causa della bufala della vaccinazione antinfluenzale A/H1N1 (detta “Suina”), erano stati gravemente svalutati”, scriveva Gava nel periodo di piena influenza mediatica’, sottolineando gli enormi interessi economici che si celano dietro le vaccinazioni e le campagne volte a promuoverle.

In particolare, riguardo al vaccino MPR Roberto Gava sosteneva che esso “probabilmente ha contribuito a far calare i casi di morbillo, ma il merito principale non è assolutamente solo suo, ma prima di tutto delle migliorate condizioni igieniche, alimentari e sociali della popolazione”.

Facendo riferimento alla sua pratica clinica, Gava ha spiegato inoltre che il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia non è esente dal causare danni anche gravi.

“Conosco la storia di due bambini di 15 e 24 mesi morti pochi giorni dopo la vaccinazione MPR e in uno di questi il virus morbilloso vaccinale è stato isolato nel cervello e in vari tessuti autoptici. Prima della vaccinazione questi bambini stavano bene”.

“Questa è stata una mia casuale esperienza con alcuni bambini padovani, ma quanti altri bambini padovani sono stati danneggiati da questa vaccinazione? E quanti bambini in Italia? E quanti nel mondo? Nessuno lo sa, perché nessuno li conta e quando i genitori vanno dai medici e rilevano dei danni post-vaccinali, nella quasi totalità dei casi si sentono rispondere che i vaccini non c’entrano”.

Infine, Gava spostava il problema da questo vaccino a tutti i vaccini pediatrici e concludeva dicendo:
“Quindi, come l’uso indiscriminato degli antibiotici sta selezionando ceppi sempre più numerosi e aggressivi di batteri antibiotico-resistenti, l’uso indiscriminato delle vaccinazioni di massa, oltre ad indebolire il sistema immunitario dei neonati (che sono già fisiologicamente immunodepressi per la loro immaturità età-dipendente), selezionerà inevitabilmente ceppi sempre più numerosi e aggressivi di virus vaccino-resistenti. L’Industria Farmaceutica allora, probabilmente, sintetizzerà nuovi farmaci e nuovi vaccini sempre più potenti e sempre più pericolosi e alla fine, forse, qualcuno sarà anche contento perché questo darà molto lavoro a tanta gente e farà crescere sempre di più il PIL (Prodotto Interno Lordo) dei Paesi Industrializzati, ma noi, i nostri figli e le future generazioni diventeremo sempre più deboli e sempre più malati. Infatti, guardiamo gli asili e le scuole primarie e secondarie: i bambini che le frequentano sono sempre più medicalizzati con sempre più farmaci e vaccini, ma sono anche sempre più malati! Non si ammalano di difterite, poliomielite, epatite B ecc., ma di svariati virus e batteri che stanno diventando sempre più aggressivi proprio perché il sistema immunitario dei nostri figli sta diventando sempre più debole. Perché non ci chiediamo il motivo?
Non si capisce che la soluzione non è fornire un’immunità specifica contro uno, tre o dieci germi, ma aiutare il bambino a potenziare la sua immunità aspecifica che gli permetterebbe di affrontare tutti i germi e tutte le patologie. Le conoscenze e i mezzi per fare questo esistono”.

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