Verso i vaccini obbligatori in tutti i paesi europei?

Le parole del Commissario europeo alla Sanità, Vytenis Andriukaitis, cardiologo lituano, sembrano dette appositamente per creare un clima di tensione. In Italia e altrove. Perché sostenere che “i movimenti no vax (che poi si scrive vaxx, ndr.), hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini” è sicuramente molto grave. Ma forse questa è solo apparenza, perché la sostanza potrebbe essere un’altra. Vediamo di capire perché analizzando i vari passaggi della dichiarazione.

1) La sua affermazione – si legge nella cronaca – è in risposta ad una domanda sulle posizioni del Movimento 5 Stelle sui vaccini.
Simpatici o anticipatici che siano, il M5S ha spiegato in tutte le salse – e ha messo per iscritto in una legge – che il movimento è favorevole ai vaccini. Associarli ai no-vaxx è una forzatura politica e non è la prima, né sarà l’ultima. È come se il “peccato originario”, quello delle scie chimiche, li avesse marchiati a vita.

2) “In Italia la riduzione delle vaccinazioni ha portato a un’epidemia preoccupante di casi di morbillo nel 2016 e 2017”.
Il Commissario deve avere delle fonti particolari perché nel 2016 sono stati 844, l’80 per cento dei quali proveniva da sole sei Regioni. Epidemia? Se un commissario europeo non consulta i dati ufficiali – nel nostro caso quelli di Epicentro, dell’Istituto superiore di Sanità – rischia di dire vere e proprie fesserie. E l’epidemia 2016 appartiene alle fake news. Meglio, bufale.
È vero invece che nel 2017 i casi sono stati oltre 4500, tre/quarti dei quali confermati. Con alcuni casi di decesso di bambini non immunizzati e quindi non vaccinati. Numeri importanti, sui quali però alcuni studiosi di “prima fascia” – come gli associati della Cochrane – sostengono che non sono da epidemia. E ad essere pignoli, in passato ci sono stati anni con numeri anche più importanti, e con una copertura maggiore dell’attuale, eppure nessuno ha mai pensato di proclamare epidemie in corso. Tuttavia, come è opportuno ripetere fino alla nausea, se invece di portare a 10 i vaccini obbligatori, si fosse solo introdotto l’obbligo per l’antimorbillo, le proteste di migliaia di genitori sarebbero state di sicuro più contenute.

3) “I movimenti no vax hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini” ha detto Andriukaitis.
Queste sono parole dure, pesanti, colpevoliste. E sbagliate, perché mettono insieme le famiglie contrarie alla vaccinazione con quelle che si sono battute – e continueranno a battersi – per la libertà di scelta. Oltretutto il Commissario dovrebbe anche fornire qualche numero prima di lanciarsi in una invettiva così forte. Italia sono morti bambini che non potevano essere vaccinati, e in alcuni casi neppure sappiamo chi abbia infettato queste povere vittime innocenti. E se fossero stati degli adulti? Tre su quattro malati del 2017, hanno dai 16 anni in su: come si possa escludere dall’obbligo di anti morbillo gli adulti (in particolare operatori sanitari e scolastici), qualcuno prima o poi ce lo dovrà spiegare.

La responsabilità verso i propri figli è sicuramente un problema molto importante, fondamentale. Tuttavia indurre a fare le vaccinazioni attraverso gli allarmismi, la criminalizzazione dei comportamenti, non è la strada migliore da percorrere. In ogni caso oggi in Italia c’è un obbligo a tappeto. E nessun no-vaxx potrà aggirarlo per quanto riguarda gli asili nido. Invece per la scuola elementare e media, l’obbligo ha il sapore della farsa: basta pagare una multa e si salta l’obbligo.

4) Andriukaitis, che non è un epidemiologo, né un igienista, ha chiesto ai governi di “sostituirsi” ai genitori che non vaccinano i figli. Per proteggere il loro diritto alla vita imponendo la vaccinazione obbligatoria“.
Questo passaggio non ha nulla di scientifico. Perché il Commissario alla Sanità non può non sapere che in 14 paesi non esiste l’obbligo vaccinale. Come non può non sapere che la scienza si è sempre divisa sulle due opzioni. Quindi, se capisco bene ma potrei anche sbagliarmi, lui invita i governi nei quali c’è la raccomandazione a cambiare la politica della salute pubblica sui vaccini. Ma che senso ha laddove l’immunità di gregge è garantita dai numeri? Se però si vuole imporre una decisione che potrebbe azzerare la possibilità di scelta in tutta Europa, allora significa che si punta espressamente ad un cambiamento (culturale, sociale, sanitario…), in chiave dirigista-statalista.

E se è così, vedremo presto se l’uscita del Commissario è soltanto una dichiarazione estemporanea, o se invece risponde ad una precisa strategia che induca tutti i governi ad adeguarsi al messaggio “più vaccini per tutti”. Senza se e senza ma.

Ps. Dimenticavo: il paese del Commissario, la Lituania, non ha obbligo vaccinale. Magari ha parlato alla nuora (europea), affinché la suocera (lituana) intenda.

Fonte: repubblica.it

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