Vaccini: niente multe per chi non è in regola. E si aspetta la nuova legge

Niente multe per chi non è in regola con i vaccini. È quanto ha deciso la Regione Piemonte che  ha congelato le sanzioni nei confronti delle famiglie inadempienti all’obbligo vaccinale disposto dalla legge Lorenzin. La prima tranche prevedeva l’invio di 2500 verbali. La Regione ha però deciso di soprassedere sull’invio delle multe da 166 euro, incassate dalle Asl e poi girate alla Tesoreria dello Stato, evitando così di mettere in moto un meccanismo dai tempi comunque lunghi (60 giorni per pagare, un mese a disposizione per presentare uno “scritto difensivo”), a rischio ricorsi e con la possibilità di essere smentiti.

In sostanza, si è deciso di sospendere ogni azione in attesa di conoscere le intenzioni dell’esecutivo che potrebbe, con un nuovo provvedimento, “rottamare” la tanto discussa legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica, che definisce l’obbligatorietà per 10 vaccinazioni. Anche nel resto d’Italia, precisa la Regione Piemonte, le sanzioni non sono ancora partite.

Intanto, già nelle scorse settimane, Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, e Marialucia Lorefice, presidente Commissione Affari Sociali della Camera hanno indicato le linee guide del disegno di legge al quale sta lavorando il Movimento 5 Stelle per modificare il decreto Lorenzin.

Obbligo di alcune vaccinazioni e una forte raccomandazione per altre in base alle necessità dei territori e ai dati”: è quanto prevederà il provvedimento.

È “fondamentale – chiarisce Sileri – partire dai dati e muoversi in base a quelli a livello regionale. Iniziando da una corretta informazione, che sui vaccini non è mai stata fatta, e analizzando i dati, si potrebbe dunque decidere per l’obbligo di un vaccino in un determinato territorio o, in caso di ottima copertura, procedere solamente con una forte raccomandazione. Insomma, un percorso fluido, tempestivo e in continuo mutamento a seconda delle necessità. Senza dover intervenire nell’emergenza, ma con un lavoro costante di studio in tempo reale su quanto avviene nei territori”.

“Per fare questo – avverte – la base di partenza deve essere l’anagrafe vaccinale nazionale informatizzata. E poi tanta informazione: la corretta informazione in sanità è il primo passo per aiutare i cittadini e restare loro sempre accanto fugando dubbi, paure e chiarendo incomprensioni”.

IL ministro della Salute Giulia Grillo, presentando la circolare che introduce l’autocertificazione sui vaccini effettuati ai fini della frequenza a scuola a settembre, aveva annunciato una proposta di legge parlamentare “a breve” per la modifica dell’obbligo vaccinale. “L’obbligatorietà del vaccino – ha spiegato – si può graduare: nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale perché ci sono Regioni che hanno coperture vaccinali altissime e altre in cui sono molto più basse”. “Quindi magari prevedere degli interventi mirati: questo è il razionale di buon senso – ha proseguito – non fare un decreto che all’improvviso mette dieci vaccini obbligatori quando il giorno prima ce n’erano quattro e neanche erano obbligatori”.

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