Vaccini, no all’imposizione: Liguria e Veneto contro il decreto

“I vaccini sono una conquista delle società civili per il debellamento di alcune malattie letali, ma l’approccio non può essere la coercizione”. È quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale in Consiglio regionale rispondendo a una interrogazione.

Viale ha incontrato una delegazione di manifestanti contrari al decreto del Governo che introduce l’obbligo vaccinale per i bambini per poter essere ammessi a scuola e prevede pesanti sanzioni per i trasgressori.

“Dico ‘no’ all’imposizione dei vaccini fino ad arrivare addirittura alla sospensione della potestà genitoriale – afferma Viale – e dico ‘sì’ a un intervento di educazione, per accompagnare le famiglia a chiarire un momento della loro vita che riguarda la salute dei figli”. Viale ha annunciato che “la Liguria porterà la sua posizione in Conferenza delle Regioni” per chiedere al Governo una correzione del decreto.

Intanto la Regione Veneto farà ricorso contro il decreto che prevede l’obbligatorietà dei vaccini. Ad annunciarlo è stato il presidente Luca Zaia.

Zaia ha specificato che l’impugnativa sarà pronta entro una o due settimane e riguarderà non solo l’eventuale legge di conversione approvata dal Parlamento, ma anche lo stesso decreto. “Non mettiamo assolutamente in discussione i vaccini – ha spiegato Zaia -, ma alcuni aspetti del decreto”.

“Il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, così come 15 Paesi europei importanti (dalla Germania alla Spagna, dal Regno Unito ai Paesi del nord Europa), ed è l’unica regione ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, ha dimostrato, con una performance del 92,6%, che non è l’obbligo a risolvere il problema, quanto il dialogo con le mamme e le famiglie. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l’effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione. E non agiamo certo per soldi, ma per una questione di principio”.

“Non lo facciamo perché siamo contro i vaccini”, chiarisce il governatore della Regione che per prima, nel 2007, ha sospeso l’obbligo delle immunizzazioni. “Io non incontro mamme che mi dicono ‘no senza se e senza ma’ ma mamme che sono preoccupate dal numero dei vaccini e dall’impossibilità di scegliere un programma vaccinale. L’obbligatorietà non risolve il problema del dialogo con le famiglie e in Veneto l’abbiamo dimostrato”.

“Questo decreto va addirittura oltre l’obbligatorietà, con misure coercitive“, continua Zaia. “Le mamme dicono ’12 vaccini nel corpicino del mio bimbo mi sembrano un’esagerazione’”.

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