Vaccini: appalto truccato. Sanità trentina nel mirino

Si sono concluse con tre indagati le indagini sulla sanità trentina. Nei giorni scorsi i pubblici ministeri Alessandra Liverani e Carmine Russo, titolari dell’indagine affidata ai carabinieri del Noe e alla squadra mobile di Trento, hanno mandato l’avviso di conclusione delle indagini.

Nel mirino vi è l’appalto per il Servizio di stoccaggio e trasporto vaccini affidato nell’autunno 2017 ad Unifarm, la società di farmacisti del Trentino Alto Adige. Una gara che, in fase di pubblicazione dell’avviso di interesse – secondo l’accusa – sarebbe stata confezionato “su misura”, per fare in modo che ad aggiudicarsela fosse Unifarm.

Gli indagati sono due dipendenti dell’azienda sanitaria trentina (Apss) ed il direttore tecnico di Unifarm. L’azienda si è dichiarata estranea alla vicenda eppure si parla di prove schiaccianti grazie a una microspia piazzata nell’ufficio di uno dei destinatari degli avvisi di garanzia.

I fatti si riferiscono allo scorso anno. È il 18 luglio 2017 quando l’Azienda sanitaria pubblica sul sito l’avviso per la manifestazione di interesse, invitando le ditte a comunicare la propria disponibilità entro il 27 luglio (sotto i 15 giorni previsti dall’Anac). Nell’avviso viene inoltre precisato che le scorte dei vaccini occupano un volume di circa 60 metri cubi e che viene richiesta una disponibilità di adeguata sede per lo stoccaggio dei vaccini entro un raggio di 50 chilometri dal centro della città, con il monitoriaggio h24 delle celle frigorifere.

Proprio sui requisiti indicati nell’avviso si fonda l’ipotesi di turbativa d’asta. Gli investigatori ritengono che le parti si siano accordate per far sì che Unifarm fosse l’unica in grado di soddisfare i requisiti richiesti.

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