Le nostre figlie non sono cavie, due medici contestano la prevenzione per il papilloma virus

«Le nostre figlie non sono cavie da esperimento». È l’appello, ma anche il nome del nuovo gruppo del mondo di facebook che domenica ha fatto il suo ingresso nella Rete attraverso il volto di due medici torinesi, che allarmati per gli effetti del nuovo vaccino contro il papilloma virus distribuito gratuitamente dal servizio sanitario nazionale alle ragazzine di 12-13 anni, ne condannano la sperimentazione attraverso il web. Sono Rosanna Novara, biologa, e Roberto Topino, specialista in medicina del lavoro, che hanno già ricevuto decine di consensi provenienti da politici, giornalisti, medici e docenti universitari.

I due medici spiegano la ragione delle loro preoccupazioni su questo vaccino. «Esso – spiega Novara – è diretto solo contro due ceppi del papilloma virus umano, responsabile dell’insorgenza del carcinoma del collo dell’utero e del condiloma acuminato, e non copre tutte le patologie trasmesse dai vari ceppi di questo virus. La sperimentazione fatta fino ad ora, in più, non è sufficiente per garantire la totale assenza di rischio del vaccino, tanto che dopo la sua somministrazione si sono verificati alcuni casi di morte improvvisa per trombosi, due dei quali in una ragazza di 12 anni e in una di 19 negli Stati Uniti».

E c’è di più, secondo Novara: «Nella composizione di questo vaccino, che viene prodotto usando Ogm, rientra anche l’alluminio, ritenuto uno dei responsabili dell’Alzheimer. Ci sono, perciò, tutta una serie di fattori che dovrebbero indurre al principio di precauzione anziché distribuirlo alle ragazzine rendendo i genitori dei diretti responsabili». Roberto Topino invita così alla precauzione e dice. «Vogliamo solo informare sui rischi possibili». E sulle adesioni raccolte Novara ammette: «Non pensavamo di arrivare a questo numero in così pochi giorni». «Sono persone di buon senso e sensibilizzate su questo tema» conclude Topino.

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