Cina: lo scandalo dei vaccini illegali e pericolosi

È salito a 130 il numero degli arrestati o dei fermati, sospettati di coinvolgimenti a vario titolo, per lo scandalo sul commercio illegale di vaccini esploso qualche giorno fa in Cina.

Gli arresti sono stati eseguiti dalla polizia cinese nella provincia dello Shandong a seguito delle indagini sull’imponente commercio illegale di vaccini, conservati e distribuiti senza adeguata refrigerazione, cominciato nel 2011 e capace di generare un giro d’affari di 88 milioni di dollari.

A capo dell’organizzazione c’erano madre e figlia, che compravano i vaccini da fonti autorizzate e abusive per poi rivenderli a prezzi più alti.

Le autorità sanitarie della provincia orientale cinese di Shandong hanno reso pubblico un elenco di vaccini venduti illegalmente in 18 province del Paese a partire dal 2011. Si tratta di 12 vaccini, 2 immunoglobuline e un prodotto terapeutico.

Gli enti regolatori e la polizia cinese stanno cercando di rintracciare i vaccini alterati, che valgono più di 570 milioni di yuan (88 milioni di dollari), e hanno dato alle aziende farmaceutiche e ai distributori coinvolti la scadenza del 25 marzo per presentare informazioni sui prodotti. Anche se provenienti da produttori qualificati, infatti, i vaccini non sono stati trasportati in condizioni adeguate e quindi la loro qualità non può essere garantita. Per questo potrebbero avere effetti collaterali e anche causare disabilità e morte.

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